Riprendiamo la rubrica ed oggi andiamo a conoscere meglio un giocatore che è particolarmente “nuovo” nella rosa del Chiesanuova. Sì perchè è la volta di Alessio Palladini, uno dei tre arrivi messi a punto nella finestra di mercato di dicembre.
Classe 2000 e figlio d'arte, centrocampista di temperamento e piede mancino educato, Palladini si sta già ritagliando un ruolo importante nello scacchiere di mister Mobili.
Alessio, come sei arrivato a firmare per il Chiesanuova? “Il mio procuratore mi ha fatto presente che c'era questa possibilità, ero appena stato svincolato dal Mosciano. Gli ultimi due anni avevo sentito parlar bene del club e letto molte cose interessanti, mettersi d'accordo è stato particolarmente rapido. Dopo un mesetto circa posso dire di aver fatto la scelta giusta, mi sto trovando molto bene anche perchè i compagni mi hanno accolto come se fossi uno di loro”.
Chi conoscevi già? “Come avversari ne avevo affrontato qualcuno, non eravamo amici ma la conoscenza maggiore l'avevo con Tempestilli”. Giocatore che è meglio avere dalla propria parte del campo che come arcigno difensore ed avversario...”Io ce l'ho anche come compagno di appartamento! Co-inquilino assieme a Sfasciabasti e Vitucci”. Chi pensa davvero alla casa? “Tutti, ci siamo divisi i compiti e a rotazione c'è chi pensa alla cucina, chi alla spesa, chi alle pulizie”.
Gioco di squadra anche lì insomma. L'impatto con Mobili com'è stato? “Mi avevano detto che era un martello e l'ho trovato proprio così. Era proprio ciò che mi serviva, ho bisogno di uno come lui che non ti fa mai mollare”. Perchè quali sono i pro e i contro del tuo carattere? “Come pregi ci metto il fatto che sono uno competitivo, amo le sfide e odio perdere. Come difetti sono permaloso e la mia ragazza o gli amici mi prendono in giro per questa cosa”. Che c'è nella tua vita oltre il calcio? “Mi restano due esami per laurearmi in Scienze Motorie”.
Magari un futuro nello sport, chissà forse da allenatore come tuo papà Ottavio? “A breve non ho le idee chiare, però sì mi piacerebbe restare nel mondo dello sport. Non come allenatore, semmai sarebbe bello aprire una palestra”. In famiglia si sta vivendo una stagione magnifica. Quale sarebbe l'impresa più clamorosa, il Chiesanuova in D o la Samb che torna tra i pro? “Beh noi non siamo in testa e nessuno ci dà come squadra vincente alla fine. Sarebbe fantastica una amichevole a fine stagione con entrambe la squadre promosse”. Cosa vorresti emulare della bella carriera di calciatore di tuo padre, anche lui centrocampista (recordman di presenze col Pescara)? “Ha smesso nel 2009 quando avevo solo 9 anni, però dai filmati si vede che aveva gran forza e coordinazione al tiro, vorrei emularlo in questo”. Beh hai già dimostrato di calciare bene le punizioni a Chiesanuova, palo domenica a Montegranaro. Chi è il migliore tra te e l'altro mancino Russo? “Ah l'importante è mettere la qualità al servizio del gruppo. Vincenzo sicuramente è formidabile dalla distanza e l'ha dimostrato col gol domenica. Io magari proverò quelle dal limite”.